Tavola Bantina 1-8: il contenuto istituzionale alla luce dei dati linguistici e delle fonti romane

Loretta Del Tutto Palma

pp. 217-251

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Abstract

È tradizione consolidata ‘leggere’ la Tavola Bantina attraverso il filtro romano: operazione ineccepibile dal momento che si ha a disposizione un materiale tradito proporzionalmente enorme contro i relitti isolati di una realtà altrimenti cancellata. Inoltre, la legittimità dell’operazione poggia sul dato incontestabile delle omologie, quali risultanti di imposizioni e sovrapposizioni di modelli egemoni nei livelli fondamentali della cultura dei soggetti: alfabeto, lingua, organizzazione politico-sociale.
Il rischio sotteso a questa direzione di lettura, in generale, è quello dell’appiattimento della realtà storica – ‘altra ’ rispetto al noto – e del valore oggettivo del dato, a favore di una realtà vulgata, che neutralizza o riassorbe il dato nella misura in cui questo vi si conforma. In questo studio si tenta una diversa direzione di lettura del documento: una lettura che parta da quanto il testo oggettivamente dà, si confronti con i dati romani disponibili senza forzature né direzioni preferenziali, per tornare poi al documento nel senso della riprova dei dati oppure dell’ipotesi integrativa di questi. […]