Nota di plastica fittile italica

Fernando Gilotta

pp. 139-145, Tav. 1

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Abstract

Il difficile punto di incontro tra ricezione e interpretazione è problema cruciale nella lettura della plastica etrusca di epoca post-arcaica. Ancor più incerto è il cammino compiuto dai plastai italici, in un quadro ambientale e sociale tra i più frammentati, ove paiono acquistare visibilità – stando almeno alle scarse testimonianze pervenuteci – solo committenti di assoluta prominenza e luoghi di culto centrali nella ‘gestione’ e controllo del territorio. E, come è ovvio, la statuaria maggiore, per la sua intrinseca rarità, risulta un enigma nell’enigma. [...]

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