Laris Felsnas e la resistenza di Casilino

Marta Sordi

pp. 123-125


Abstract

Un epitafio di Tarquinia della metà circa del II secolo a.C. conserva il ricordo di un certo Laris Felsnas, figlio di Lethe, che visse 106 anni, compì un’azione (murce), di cui non è dato capire il significato, a Capua, subì qualche cosa (tleche) dalla gente di Annibale.
Coloro che hanno studiato finora l’iscrizione, seguendo lo Pfiffig, a cui va peraltro il merito di avere per primo identificato in essa il nome di Annibale, hanno ritenuto che questo etrusco di origine modesta, come rivela il nome del padre (Lethe), schiavo o liberto, morto a Tarquinia, ma originario dell’Etruria centrale interna, come rivela il gentilizio Felsna, di cui si trovano esempi a Perugia, abbia fatto parte di quegli Etruschi che seguirono Annibale contro Roma. A questa interpretazione storica non si sottrae neppure il De Simone, che pure ha avuto il merito di puntualizzare il valore dei morfemi e […]

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