I bronzi antichi della Collezione v. Schwarzenberg

Stefano Bruni

pp. 127-151, Tavv, 5

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Abstract

L’interesse che da sempre i collezionisti hanno rivolto ai bronzi antichi ha creato e crea tuttora numerosi problemi. A quelli inerenti la difesa di un comune patrimonio storico depauperato dalla continua emorragia verso un commercio antiquario alimentato con modi più o meno occulti e clandestini, si aggiungano, non meno gravi e pesanti, l’oscuramento, quando addirittura non si tratti – ed è la maggior parte dei casi – della perdita totale non solo dei dati contestuali ma delle stesse indicazioni di provenienza e, non ultima, l’eccessiva dispersione dei materiali in raccolte sovente inedite ed inaccessibili, privando così il dibattito scientifico di oggettivi termini di conoscenza talora assai importanti.
Accogliendo l’invito del prof. E. Paribeni, prontamente recepito dall’Istituto di Studi Etruschi e Italici, si è ritenuto opportuno, per la loro importanza, presentare tempestivamente in questa sede quindici bronzetti antichi che il 26 marzo 1988 ignoti trafugavano, assieme ad altro materiale, dalla villa L’Ugolino di proprietà del principe E.v. Schwarzenberg a San Casciano Val di Pesa, a pochi chilometri da Firenze, con l’intento, da un lato, di immettere nel circuito scientifico questi pezzi e dall’altro, di facilitarne il recupero e, al tempo stesso, scoraggiare eventuali incauti acquirenti sia in Italia che all’estero. […]

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