Due 'voces nihili': Lucani *udo e *numulo

Loretta Del Tutto Palma

pp. 179-186, Tavv. 2

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Abstract

Lo statuto di Restsprachen riconosciuto alle lingue dell’Italia antica pone automaticamente limiti severi all’operare su di esse, sia nel senso della scoperta dei dati e della loro classificazione, sia nel senso, ovviamente correlato, della proiezione di questi nel corpus, come possibilità comparative o come potenzialità di lingua. I limiti sono necessari non tanto, e non solo, come prudenza metodologica tout court, quanto perché in una Restsprache ogni dato (o presunto tale) ha il potere di amplificarsi a dismisura per effetto del vuoto documentale che caratterizza alcune categorie linguistiche o settori ideologici del sistema; le classificazioni ‘facili’ creano l’illusione di operare con entità concrete – lessemi, morfemi, fatti culturali, istituti – su cui poggiare per attuare i percorsi ricostruttivi ed ermeneutici. […]

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Materie


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