Un dono votivo da quindici assi. Nota su un nuovo bronzetto allungato dal territorio di Volterra

Adriano Maggiani

pp. 209-237

DOI: 10.26406/STETR_83/08

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Abstract

In età tardo-classica ed ellenistica, nella produzione di bronzi devozionali in Etruria, si assiste a una diffusa tendenza ad allungare le proporzioni delle figure, sviluppando influssi che provengono dalle elaborazioni teoriche della scultura greca di IV secolo a.C.; in alcuni casi, si creano immagini allungatissime, nelle quali i rapporti naturali tra le varie parti del corpo sono completamente alterati. In occasione della pubblicazione di un nuovo esemplare di ottima qualità, il presente studio affronta i diversi problemi legati a questa classe di oggetti, dal significato delle dimensioni accresciute al peso del metallo, dalla circolazione dei modelli e degli artigiani alla possibile origine del gusto all’allungamento delle figure. Si tenta una risposta ai diversi punti, sostenendo che l’allungamento è dettato dal desiderio di fare emergere la propria offerta nella folla degli altri votivi all’interno dei santuari, che l’altezza
spropositata si inserisce entro una scala determinata di valori dimensionali e che il peso è commisurato alla monetazione contemporanea. Si sostiene infine che l’origine della tendenza all’allungamento non è senza collegamenti con l’ambiente artistico umbro-settentrionale, dove già nel V secolo a.C. sono realizzate opere simili nella piccola plastica bronzea.

A tendency to extend the proportions of devotional bronze statuettes has been observed in Etruria of the Late Classical and Hellenistic Age, probably due to the influence of fourth century Greek artistic theories. Sometimes the lengthening is exaggerated, so that the natural proportions are completely upset. More recently, a new example of this type has been published, a bronze of high quality from the Volaterran territory (San Gimignano). The present study begins with a new reading of the San Gimignano bronze figurine and examines the different problems related to this class. The conclusions are that the lengthening responds to the desire to make one’s own votive offering stand out in the crowd of others in the sanctuaries; that the sizes correspond to a fixed scale of dimensions; that the weight of the metal employed was commensurate with its contemporary monetary value. Lastly, the origin of the idea of elongating a figure is not without connections to the north-Umbrian territory, where artists had been creating similar works since the fifth century.

Keywords