Nomi di eroi greci negli specchi etruschi: alcune novità.

Adriano Maggiani

pp. 143-161

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Abstract

L’identificazione del nome etrusco prutasile = greco Protesilaos su uno specchio della Kranzspiegelgruppe, oggi conservato al Getty Museum di Los Angeles, consente di affrontare ancora una volta il tema della presenza e del significato delle numerosissime didascalie con nomi di prestito dal greco che popolano questo particolare insieme di specchi. È stato da tempo osservato che è una specificità di questa produzione quella di attribuire nomi mitologici diversi a personaggi iconograficamente pressoché identici, che senza le didascalie sarebbero difficilmente distinguibili l’uno dall’altro.
Questa piccola indagine si concentra su alcuni specchi a quattro personaggi con raffigurazione di Palamedes e altri eroi, che sviluppano la storia di questo guerriero della saga troiana in un modo che sembra dipendere dal racconto che di essa danno autori tardi come Dictys Cretensis e Dares Phrygius.
La messa in scena del mito inoltre ricorda il modo con il quale sofisti e retori, quali Gorgia da Lentini e Anfidamante di Elea, hanno trattato specificamente questa vicenda.
In conclusione, si può affermare che gli incisori etruschi avevano una buona conoscenza delle storie tradizionali della Grecia e erano sensibili anche alla cronologia del mito; di ciò si danno alcuni esempi.

The identification of the Etruscan name prutasile = Greek Protesilaos on a mirror of the Kranzspiegelgruppe, now preserved at the Getty Museum in Los Angeles, invites us to again address the question of the presence and meaning of names from Greek myth on this class of objects associated with the female sphere. As has been observed, this group of mirrors is peculiar in that it assigns different names to characters with the same iconography who, without the captions, would be indistinguishable from one another.
This short study focuses on a few four-figure mirrors, decorated with the figure of Palamedes and other heroes, that develop the story of this warrior of the Trojan saga in a way that seems to depend on later authors such as Dictys Cretensis and Dares Phrygius.
The representation of the myth and the characters is also structured in a way that recalls how Sophists and rhetoricians such as Gorgias of Lentini and Alcidamas of Elea treated the story.
In conclusion, it can be said that the Etruscan engravers were well acquainted with Greek myth and its chronology; to illustrate this, some mirrors of the same class (Kranzspiegelgruppe) are presented.

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