Ceramiche etrusche figurate dal sepolcreto della Certosa di Bologna

Elisabetta Govi

pp. 43-70

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Abstract

Dal sepolcreto della Certosa di Bologna proviene un piccolo gruppo di ceramiche figurate di produzione etrusco-tirrenica a proposito delle quali già A. Zannoni, lo scopritore del sepolcreto prontamente pubblicato, aveva rilevato la diversità sul piano stilistico e formale rispetto al vasellame attico, supponendo in un solo caso una produzione locale. G. Pellegrini nel catalogo di ceramiche greche rinvenute nelle necropoli felsinee, edito nel 1912, si limita a schedare questi vasi come etruschi, senza indagarne la provenienza. Uno solo di essi, lo stamnos a f.r. della tomba 42, come si vedrà più avanti (n. 3) è stato oggetto di uno studio approfondito che ne ha chiarito l’ambito di produzione, l’attribuzione ad una bottega e l’orizzonte cronologico. Le altre ceramiche etrusco-tirreniche, pur essendo note da tempo, sono quindi sostanzialmente inedite. […]