Un singolare ceramografo alto-adriatico, «Il Pittore senza occhi», presente sui vasi di Adria e di Spina

Giuliana Riccioni

Contenuto in: Studi Etruschi 58 - 1992

pp. 149-153, Tavv. 5

PDF disponibile per l'acquisto. € 13.00

Se sei abbonato effettua il login. Informazioni per abbonarsi.


Abstract

Nell’ambito della ceramica tardo-etrusca nella tecnica a figure rosse dell’area Alto-Adriatica, presento due prodotti rinvenuti ad Adria (in provincia di Rovigo) e conservati nel locale Museo Archeologico Nazionale. Si tratta di un cratere a calice e un frammento di coperchio di lekanis da me attribuiti a un singolare ceramografo che ho ritenuto opportuno chiamare «Pittore senza occhi» per il particolare gusto che egli dimostra nel dipingere teste di cavallo e di donna prive di occhi.
Il cratere a calice fu recuperato nel 1981, mediante sequestro, dalla Soprintendenza Archeologica del veneto assieme ad altri materiali ceramici, scavati abusivamente in località «Bellombra» (in Comune di Adria), appartenenti a tombe databili fra il IV e III secolo a.C.
La forma del cratere, alquanto allungata, come risulta anche dal disegno del profilo, è chiaramente anomala e può essere definita tipicamente «Alto-Adriatica» come altri due crateri spinetici facenti parte della suppellettile della tomba 1078 della necropoli di Valle Trebba, nei pressi di Comacchio, conservati al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, che però sono un po’ più bassi e larghi. […]