Rivista di epigrafia etrusca

Contributi di: Ahrens, Sven; Belfiore, Valentina; Benelli, Enrico; Bernardini, Chiara; Bonamici, Marisa; Briquel, Dominique; Bruni, Stefano; Cappuccini, Luca; Cateni, Gabriele; Colonna, Colonna; Esposito, Anna Maria; Maggiani, Adriano; Mazzocchi, Angelo; Morandi, Alessa

Contenuto in: Studi Etruschi 73 - 2007

pp. 267-419

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Abstract

Nel varare la nuova puntata della RE non possiamo non manifestare la nostra soddisfazione per l’eccellente risposta che tanti studiosi hanno fornito al nostro appello. Lo dimostrano le quasi centocinquanta pagine di testo e le quasi centocinquanta iscrizioni, tra edite ed inedite, che rappresentano una dei complessi più numerosi pubblicati in un solo anno. Si segnalano ben cinquanta iscrizioni da Volterra e dal suo territorio, in gran parte inedite. Un nucleo rilevante è stato restituito dal santuario poliadico sull’acropoli (nn. 1-25): fra queste iscrizioni, oltre a un alfabetario etrusco e ad uno in latino, compare la prima attestazione del titolo magistratuale maru, qui forse usato in forma onomastica. Dalla necropoli dei Marmini provengono alcune iscrizioni pertinenti alla gens petru che aveva lì un ipogeo, oggi conservate nella collezione dello scultore Raffaello Consortini (nn. 26-29). Una di esse presenta la rara attestazione del termine sacnia. Dal territorio una inconsueta messe di ceramiche iscritte (tra cui una in greco) è stata recuperata ad Ortaglia presso Peccioli in quello che è stato considerato un complesso cultuale (nn. 32-36, 98-105). Del tutto eccezionale risulta la quantità di iscrizioni di età orientalizzante graffita sui kyathoi di bucchero di tipo ceretano: in questa occasione infatti vengono resi noti esemplari da Vetulonia (Gavorrano n. 51), Agro volterrano (Casale Marittimo, nn. 96-97) e dal territorio di Chiusi (Tolle, nn. 41-42). Da quest’ultima località provengono anche altre iscrizioni arcaiche.
Dall’Etruria meridionale si segnalano una lunga iscrizione sepolcrale da Tuscania (Piansano, n. 72), una nuova iscrizione ceretana dalla Banditaccia (con termine sani, n. 76) e un piccolo gruppo di iscrizioni e segni graffiti da Ferento (nn. 54-70).
L’Etruria campana è presente anche in questa occasione con molte novità, tra le quali particolarmente inportanti appaiono le iscrizioni dipinte su olle di impasto da Gricignano di Aversa e da Pithecusa (nn. 81, 86); nonché i graffiti funerari di Pontecagnano (nn. 89-90). [...]

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