Il crescente lunare con dedica a Tiur già collezione Borgia (CII 2610 bis)

Maurizio Sannibale

pp. 253-264 e 2 tavole

DOI: 10.26406/STETR81-14

PDF disponibile per l'acquisto. € 16.00

Se sei abbonato effettua il login. Informazioni per abbonarsi.


Abstract

Il crescente lunare in bronzo con dedica etrusca alla divinità lunare Tiur è un singolare documento epigrafico associato a Città della Pieve in virtù della sua lunga storia collezionistica, che lo vede al centro delle attenzioni di esponenti del mondo dell’antiquaria e dell’archeologia a partire dai primissimi anni dell’Ottocento.
Rinvenuto a metà strada tra Cetona e Chiusi, il crescente iscritto fu acquistato da Filippo Becchetti, vescovo di Città della Pieve, che subito dopo ne fece dono al cardinal Stefano Borgia; l’omaggio andrà così ad arricchire la raccolta enciclopedica del porporato al crepuscolo della sua esistenza, rappresentando un episodio a margine del collezionismo settecentesco. Il bronzo perverrà nelle collezioni vaticane solo nel 1925, dopo che si era persa addirittura memoria della sua ubicazione.
Oltre che nell’ottica della storia degli studi, il monumento viene ora riconsiderato partendo dai nuovi dati emersi dall’esame diretto e dai riscontri sui documenti di archivio, che illuminano anche sul contesto di provenienza, alla luce delle recenti acquisizioni sulla religione etrusca e sulle pratiche cultuali. Il crescente, riferibile a un santuario, si conferma come una straordinaria testimonianza per l’epoca arcaica sui culti astrali in Etruria e sui loro collegamenti con quelli ctoni e delle acque.

The bronze crescent moon with Etruscan dedication to the lunar deity Tiur is a remarkable epigraphic document associated with Città della Pieve by virtue of its long collecting history, which sees it at the centre of attention of exponents of the antiquarian and archeology world starting from the very early nineteenth century.
Found halfway between Cetona and Chiusi, the inscribed crescent was purchased by Filippo Becchetti, bishop of Città della Pieve, who soon after donated it to cardinal Stefano Borgia; this gift, which will enrich the encyclopedic collection of the cardinal at the twilight of his existence, represents an episode on the margins of eighteenth-century collecting. The bronze crescent only came into the Vatican collections in 1925, after that even the memory of its location had been lost.
In addition, the monument is now reconsidered starting from the new data which has emerged from the close examination and from the information supplied by archival documents, which allow us to clarify the provenance context, in the light of recent acquisitions on the Etruscan religion and cult practices. The crescent, referable to a sanctuary, is confirmed as an extraordinary testimony for the Archaic age on the astral cults in Etruria and on their connections with the chthonic and water cults.

Parole chiave